Riduzione del seno maschile

Perché si forma il seno maschile?

Il seno maschile inteso come tessuto ghiandolare mammario non è normale. Quando si forma un seno vero, bisogna approfondire le cause perché potrebbe essere causato da diverse patologie, alcune delle quali anche di una certa gravità. Fortunatamente quasi sempre si tratta di un anomalo sviluppo della ghiandola mammaria senza altre conseguenze o cause.

A volte il seno maschile non è niente altro che un accumulo adiposo che si viene a formare in corrispondenza della zona pettorale. Di solito questo è causato dal sovrappeso o addirittura obesità.

Correzione con la chirurgia

La riduzione del seno maschile (ginecomastia) è l’ intervento di chirurgia estetica mammaria che rimuove l’ accumulo adiposo sul seno e la ghiandola anomalamente sviluppata negli uomini. Si tratta di un inestetismo che può giungere addirittura a creare problemi interpersonali al paziente di sesso maschile e che esige quindi di essere sistemato chirurgicamente. E’ un intervento di chirurgia estetica molto semplice che non deve in assoluto terrorizzare il paziente che la necessita.

La tecnica della ginecomastia

L’ intervento di chirurgia del seno maschile viene effettuata in anestesia locale aspirando il grasso di troppo attraverso delle piccole cannule inserite in ferite appositamente create in punti non visibili. Contestualmente la ghiandola mammaria anomalamente cresciuta verrà rimossa attraverso una piccola incisione infra areolare. Raramente possono accadere effetto indesiderato come dei piccoli avvallamenti, modificazione del colore cutaneo della zona operata, nonché una particolare ipersensibilità. La durata dell’operazione è di circa 20 minuti.

La parte trattata viene fasciata con un bendaggio elastico che viene rimosso dopo una settimana. La durata totale della convalescenza si aggira intorno ai 12 giorni. E’ suggerita la sottomissione ad un ciclo di linfodrenaggio per evitare ecchimosi. Per un mese e mezzo dopo l’ intervento è consigliato evitare l’esposizione solare.

Il costo di una ginecomastia di solito oscilla tra tremila e cinquemila euro in relazione alla correzione chirurgica che sarà opportuno attuare. Gli esiti della plastica al seno maschile sono durevoli. Per poter vederli bisognerà attendere in ogni caso 3 o 4 settimane. La zona si sgongfio poco a poco.

Protesi in silicone

Prima dell’immissione sul mercato delle protesi mammarie, i produttori devono raccogliere i dati clinici sulle caratteristiche e sulla prestazioni del prodotto. Dopo l’immissione sul mercato delle protesi, o dopo il loro impianto, i produttori devono prevedere una procedura sistematica aggiornata per valutare l’esperienza acquisita con le protesi nella fase post produzione, comprese le valutazioni cliniche ed attuare sistemi idonei per realizzare eventuali azioni correttive.

La Commissione europea per l’ambiente, la sanità pubblica e la politica dei consumatori insiste inoltre su un migliore monitoraggio delle pazienti portatrici di protesi mammarie. Lo scopo è quello di instaurare tra chirurgo e paziente un rapporto che non si conclude ad intervento finito, ma che si protragga nel lungo periodo al fine di garantire un attento controllo sulle eventuali conseguenze sulla salute ed eventuali effetti collaterali a lungo termine. “Il lato positivo di tali provvedimenti adottati a livello comunitario, ancora comunque da recepire – continua il dottor Carlo Alberto Pallaoro specialistica in chirurgia estetica – è l’applicazione di misure specifiche critiche che migliorano le informazioni per i pazienti, la traciabilità e la sorveglianza, il controllo della qualità e la ricerca di base.”

Da zero a… quanto? Aumentare con misura

Se siete talmente povere di seno da non portare neppure una prima misura è meglio non esagerare. Evitate quindi di richiedere al chirurgo un volume di seno spropositato: più grande la protesi e più sottili i tessuti, maggiori saranno le difficoltà di incorrere in delusioni (visibilità dell’impianto, eccessivo aumento del seno durante un’eventuale gravidanza, rilassamento dovuto all’età). Come per tutte le cose, insomma, anche in chirurgia estetica ci vuole misura e la strada giusta, come spesso avviene, sta nel mezzo.

La decisione di cambiare la propria taglia di seno deve essere presa in piena consapevolezza, così come l’esperienza chirurgica dovrà essere vissuta nel migliore dei modi. Ecco alcuni suggerimenti per un ingrandimento del seno soddisfacente sotto tutti i profili.

1) CORRETTA INFORMAZIONE

Più si conoscono le caratteristiche dell’intervento, maggiormente consapevole sarà la scelta di ricorrere alla chirurgia. Il colloquio preliminare con il chirurgo estetico dovrà servire a chiarire qualsiasi domanda, dubbio e curiosità nonché a mettere in luce eventuali limitazioni e complicanze relative alla chirurgia.

2) PROGRAMMAZIONE SCIENTIFICA DEL NUOVO SENO

Prima di sottoporsi alla mastoplastica additiva, viene eseguita una precisa misurazione del seno, ed in particolare vengono rilevati i seguenti dati:

  • Distanza tra capezzolo e capezzolo
  • Distanza tra capezzolo e fossetta giugulare
  • Distanza tra solco mammario e mammelle
  • Distanza tra capezzolo e solco sottomammario

3) INDIVIDUAZIONE DELLA PROTESI PIÙ ADEGUATA

Lo stesso tipo di protesi non potrà mai produrre su due pazienti diverse due seni esattamente uguali, così come una singola mammella non potrà – neppure con la chirurgia – mai essere identica all’altra. La scelta della protesi (spessore, diametro, proiezione, quantità di materiale in essa contenuto) é un passo particolarmente importante da stabilire in concerto con il chirurgo in modo da far combaciare le proprie aspettative con gli effettivi risultati che si possono raggiungere.

4) INDIVIDUAZIONE DELLA TECNICA CHIRURGICA PIÙ CONSONA

L’introduzione della protesi può avvenire attraverso tecniche diverse, stabilite dal chirurgo in base al caso specifico. Gli impianti protesici possono essere inseriti attraverso un’unica, piccola, incisione nella piega sottomammaria; ma si può incidere anche lungo il bordo inferiore dell’areola oppure sotto le ascelle (creando poi una sacca per l’inserimento dell’impianto), limitando in ogni caso la visibilità delle cicatrici. Le incisioni vengono praticate in riferimento al posizionamento della protesi, che può avvenire in sede retromammaria o dietro il muscolo pettorale. Una variante a questa alternativa viene adottata in caso di seno ptosico (rilassato): inserendo l’impianto parzialmente dietro il pettorale – fa presente lo specialista -il risultato apparirà più naturale ed il seno verrà collocato ad un’altezza ideale.

A ciascuna il suo seno

“Primum non nocere”, scriveva Ippocrate, il medico greco padre della medicina, ovvero: non fare del male, prima di tutto. Perché se è vero che in nome della bellezza certe donne sarebbero disposte a tutto (e molte lo sono state!) è altrettanto vero che la chirurgia estetica moderna prima di agire pondera attentamente ogni caso specifico, dalla salute fisica della paziente, al complesso estetico del fisico, fino alla personalità stessa della persona. “Viene svolta un’analisi approfondita di tutta la persona – afferma il dottor Carlo Alberto Pallaoro – non bisogna dimenticare che modificare l’immagine esteriore comporta una trasformazione interiore”.

“Fare del male” non è solo un concetto di natura fisica, infatti. Fino allo scorso decennio l’idea della mastoplastica additiva era legato all’immagine delle pin-up con un seno gonfio e fuori misura. Ma con il tempo è aumentato il numero delle pentite; un seno esagerato non è adatto a tutte. Oltre ad essere funzionalmente scomodo, infatti, può non essere in armonia con il corpo o, peggio, può avere conseguenze cliniche non certo piacevoli, come la visibilità della protesi o eccessivo rilassamento cutaneo. “Per non pentirsi della mastoplastica additiva il segreto sta nella scelta di unaprotesi proporzionata alla propria silhouette ed adeguata al tipo specifico di tessuti. “Il chirurgo – spiega il dottor Pallaoro – lavora con due cose fondamentali: le aspettative della paziente e ciò che i suoi tessuti consentono di fare. Il risultato dell’intervento sarà maggiormente apprezzabile quanto più si avvicina ad entrambi i fattori.”

Il seno nell’ adolescenza

E’ il periodo in cui la stimolazione degli ormoni incomincia ad agire sull’ovaio e sulla mammella. La formazione del seno ha una duplice importanza per la ragazzina: dal punto di vista fisiologico perché  viene attivato lo stimolo per la pubertà; dal punto di vista psicologico perché é in atto un cambiamento che preclude al trauma della prima mestruazione: il seno é infatti il primo segno della femminilità.

Il seno é costituito da un insieme di ghiandole circondate da tessuto adiposo ed é avvolto da una capsula fibrosa che forma sottili legamenti sospensori.

Il nucleo centrale del seno comprende la ghiandola mammaria, gli alveoli e i dotti galattofori. I primi servono a produrre e a contenere il latte materno, i secondi ne consentono la fuoriuscita durante l’allattamento.

Il cerchio di pelle più scura che circonda il capezzolo viene chiamato areola. Questa zona presenta piccoli muscoli che permettono l’inturgidimento e la protusione del capezzolo in determinate circostanze, quali il freddo, l’eccitazione sessuale, l’allattamento.

Consigli di ginecologia:

Una visita dal ginecologo per controllare lo sviluppo del proprio seno può essere fatta anche in giovanissima età, specie se si avvertono dolori legati alla tensione della ghiandola. Pensare ad una prevenzione dal punto di vista patologico é per il momento prematuro.

Nel periodo pre-mestruale, la produzione di progesterone causa tensioni al seno, dolore spontaneo o al tatto, secrezioni di una specie di colostro: sono dei sintomi del tutto fisiologici che possono variare da mammella a mammella ed essere avvertiti con diversa intensità da donna a donna o a seconda dell’età. Questi fenomeni avvengono perché durante la fase dell’ovulazione lo stimolo sul seno é al suo apice. In qualche caso il dolore può irradiarsi alla spalla o al capezzolo, provocando sensazioni simili a punture di spillo.

E’ controindicatissima l’assunzione della pillola durante questo ciclo vitale. Gli estrogeni contenuti nei contraccettivi ad uso orale hanno l’effetto negativo di bloccare il processo naturale di preparazione alla funzione ovarica e, se assunti in giovane età,  possono portare ad un aumento significativo di tumori alla mammella. La pillola pertanto non deve essere assunta prima che siano passati almeno quattro anni dalla prima mestruazione.

Il seno inizia  a formarsi tra i 9-11 anni. La mammella può continuare a crescere fino ai vent’anni (in genere per ancora 4-5 anni dal menarca, la prima mestruazione). Il volume e la forma del seno sono determinati geneticamente. A modificare questi due parametri possono contribuire l’alimentazione, il volume di grasso, lo stile di vita e lo sport.

Consigli di sessuologia:

“Nell’ambito dell’approccio con il sesso – spiega la prof.ssa Maria Marchetti –  il seno acquista per la giovane donna una certa importanza, essendo il simbolo della sua femminilità”. Un esempio lampante é quello della ragazzina che, incapace di esprimersi e di iniziare dei rapporti, tende a mascherarlo incurvandosi. Il saper accettare o meno un seno in continua crescita é un’esperienza del tutto individuale che é legata al rapporto che la giovane ha avuto con la madre nella primissima infanzia. Un seno vissuto come fonte di nutrimento e piacere, verrà accettato con maggiore serenità durante lo sviluppo. Al contrario, un seno negato dalla madre o offerto al piccolo con sentimenti contrastanti, può suscitare con la crescita – per la donna ma anche per l’uomo – fonte di grande  aggressività e desiderio di distruzione (é questa la molla, ad esempio,  che fa scattare, a scoppio ritardato, il disturbo dell’anoressia e, negli uomini, la sensazione di sentirsi inibiti di fronte ad un seno prosperoso).

Consigli di psicologia:

A differenza degli anni Settanta, quando si tendeva a nasconderlo, in questa generazione c’é il desiderio di mettere in evidenza il seno: un passo molto importante che sottolinea l’esaltazione della propria identità femminile, nella sua espressione più appariscente. La moda contribuisce a confermare questo concetto: ecco così spiegato il dilagare di busti e reggiseni che sollevano e aumentano le forme.
Il seno é da sempre simbolo della maternità e della femminilità, ma é anche rappresentazione di un oggetto sessuale. Vi sono due modi di vivere il seno: il seno “buono” é quello che dà nutrimento, piacere, appagamento; il seno “cattivo” é quello invece che si ritrae, che nega il piacere e quindi provoca aggressività.

Consigli di chirurgia estetica:

Prima di sottoporsi ad un intervento chirurgico che migliori l’esteticità del proprio seno é consigliabile (ed attualmente è un obbligo di legge) aspettare il completo sviluppo della ghiandola mammaria. Un intervento che può essere però effettuato anche prima dei diciott’anni é la correzione della megalomastia (sviluppo abnorme della ghiandola mammaria). Un’operazione di questo tipo può evitare alla ragazzina imbarazzi e complessi che molto spesso portano al rifiuto della propria persona.