A ciascuna il suo seno

“Primum non nocere”, scriveva Ippocrate, il medico greco padre della medicina, ovvero: non fare del male, prima di tutto. Perché se è vero che in nome della bellezza certe donne sarebbero disposte a tutto (e molte lo sono state!) è altrettanto vero che la chirurgia estetica moderna prima di agire pondera attentamente ogni caso specifico, dalla salute fisica della paziente, al complesso estetico del fisico, fino alla personalità stessa della persona. “Viene svolta un’analisi approfondita di tutta la persona – afferma il dottor Carlo Alberto Pallaoro – non bisogna dimenticare che modificare l’immagine esteriore comporta una trasformazione interiore”.

“Fare del male” non è solo un concetto di natura fisica, infatti. Fino allo scorso decennio l’idea della mastoplastica additiva era legato all’immagine delle pin-up con un seno gonfio e fuori misura. Ma con il tempo è aumentato il numero delle pentite; un seno esagerato non è adatto a tutte. Oltre ad essere funzionalmente scomodo, infatti, può non essere in armonia con il corpo o, peggio, può avere conseguenze cliniche non certo piacevoli, come la visibilità della protesi o eccessivo rilassamento cutaneo. “Per non pentirsi della mastoplastica additiva il segreto sta nella scelta di unaprotesi proporzionata alla propria silhouette ed adeguata al tipo specifico di tessuti. “Il chirurgo – spiega il dottor Pallaoro – lavora con due cose fondamentali: le aspettative della paziente e ciò che i suoi tessuti consentono di fare. Il risultato dell’intervento sarà maggiormente apprezzabile quanto più si avvicina ad entrambi i fattori.”