Neurotizzazione e mastoplastica: La nuova frontiera chirurgica per non perdere (o recuperare) la sensibilità erogena
La mastoplastica additiva rappresenta uno degli interventi di chirurgia estetica più richiesti al mondo, permettendo di aumentare il volume del seno mediante l’inserimento di protesi mammarie in silicone, con risultati estetici naturali e duraturi. Alla Clinica Pallaoro, con oltre 40 anni di esperienza, vengono eseguiti migliaia di procedure personalizzate utilizzando tecniche avanzate come il posizionamento in dual plane (parzialmente sotto il muscolo pettorale) e incisioni minime (periareolare o sottomammaria) per garantire un aspetto armonioso e una rapida ripresa. Tuttavia, una delle preoccupazioni più comuni tra le pazienti è la possibile alterazione della sensibilità del capezzolo e dell’areola, inclusa la sensibilità erogena, ovvero quella componente erotica e tattile essenziale per l’intimità e il benessere psicofisico della donna.
Storicamente, la perdita di sensibilità dopo mastoplastica additiva (pallaoro.it/mastoplastica-additiva.html) si verifica in una percentuale variabile di casi (dal 5% al 15%, a seconda delle tecniche), dovuta principalmente alla trazione o alla lesione temporanea/permanente delle terminazioni nervose durante la creazione della tasca protesica. I nervi intercostali, in particolare il quarto ramo laterale, sono responsabili dell’innervazione sensitiva ed erotica del complesso areola-capezzolo. Sebbene nella maggior parte dei casi la sensibilità si recuperi spontaneamente entro 6-12 mesi, in alcuni pazienti persiste una riduzione o un’alterazione (iper o iposensibilità), con impatto significativo sulla qualità della vita sessuale.
Oggi, grazie ai progressi della microchirurgia, la neurotizzazione emerge come una frontiera innovativa: si tratta di tecniche che permettono di preservare attivamente i nervi durante l’intervento primario o di ricostruirli in caso di mastoplastica secondaria. Alla Clinica Pallaoro monitoriamo costantemente le evoluzioni internazionali per offrire alle nostre pazienti le soluzioni più sicure e avanzate, riducendo al minimo i rischi e massimizzando il recupero funzionale oltre che estetico.
Anatomia della sensibilità del seno e del capezzolo
Il seno femminile possiede una ricca innervazione sensitiva derivante principalmente dai rami laterali e anteriori dei nervi intercostali dal terzo al sesto. Il quarto nervo intercostale è il principale responsabile della sensibilità del complesso areola-capezzolo: il suo ramo laterale penetra nel quadrante supero-esterno della mammella e si dirige verso l’areola, distribuendo fibre sensitive tattili, termiche e, soprattutto, erogene. Queste fibre si collegano al sistema nervoso centrale trasmettendo stimoli che attivano centri cerebrali legati al piacere sessuale, rendendo il capezzolo una zona erotica secondaria di primaria importanza.
Oltre ai nervi intercostali, contribuiscono rami del plesso cervicale superficiale e del nervo toracico lungo. La sensibilità erogena non è solo tattile: coinvolge recettori specializzati (corpuscoli di Meissner e Pacini) e una componente psicogena che amplifica la risposta emotivore.
Perché la mastoplastica additiva tradizionale può alterare la sensibilità erogena
Durante la creazione della tasca per la protesi mammaria, i tessuti vengono dissezionati e la protesi stessa esercita una pressione che può stirare o comprimere le terminazioni nervose. L’incisione periareolare, pur offrendo un accesso eccellente e cicatrici nascoste, attraversa la zona di transito del quarto nervo intercostale, aumentando il rischio di lesione. Anche il posizionamento retromuscolare o in dual plane può comportare una maggiore manipolazione dei piani profondi. Alla Clinica Pallaoro, come indicato nelle nostre pagine sui rischi, queste alterazioni sono generalmente transitorie, legate a edema e infiammazione post-operatoria, ma in rari casi possono diventare permanenti.
Fattori di rischio per la perdita di sensibilità
- Volume protesico eccessivo (maggiore stiramento nervoso)
- Incisione periareolare vs sottomammaria
- Posizionamento retromuscolare (maggiore dissezione)
- Pregressi interventi o cicatrici
- Fattori individuali: spessore del tessuto mammario, età, fumo
Tecniche chirurgiche classiche per minimizzare il danno nervoso
Alla Clinica Pallaoro privilegiamo approcci mini-invasivi:
- Tecnica dual plane: la parte superiore della protesi è coperta dal muscolo pettorale, quella inferiore dalla ghiandola, riducendo la trazione sul capezzolo.
- Incisione sottomammaria quando possibile, per evitare il passaggio diretto attraverso l’areola.
- Dissectione atraumatica con strumenti ottici e bisturi armonico per preservare i piani nervosi.
- Utilizzo di protesi anatomiche “a goccia” che richiedono meno manipolazione.
La neurotizzazione: cos’è e come funziona nel contesto della mastoplastica
La neurotizzazione è una tecnica microchirurgica che consiste nella identificazione, isolamento e protezione/coaptazione (riavvicinamento) dei monconi nervosi durante l’intervento. Derivata dalla chirurgia ricostruttiva del seno post-mastectomia oncologica, viene oggi applicata anche in estetica per prevenire o trattare la perdita di sensibilità.
Neurotizzazione preventiva
Durante la mastoplastica additiva primaria, il chirurgo identifica il ramo sensitivo del quarto nervo intercostale (visibile nel quadrante supero-esterno), lo isola delicatamente e lo riposiziona lontano dalla tasca protesica o lo coapta direttamente alla superficie della protesi/testa capsulare per favorirne la rigenerazione guidata. Questo richiede ingrandimento ottico e competenza microchirurgica, aumentando di pochi minuti la durata operatoria ma riducendo drasticamente il rischio di iposensibilità permanente.
Neurotizzazione ricostruttiva
In pazienti con mastoplastica secondaria che presentano già perdita di sensibilità dopo precedente intervento, si esegue:
- Revisione della tasca con rimozione capsula contratturata
- Identificazione dei monconi nervosi prossimale e distale
- Autoinnesto nervoso (prelievo da nervo surale o branche sensitive locali) o utilizzo di conduit in collagene per “guidare” la ricrescita assonale
- Coaptazione microchirurgica con suture 8-0/9-0
Il nervo rigenera a circa 1 mm al giorno; i primi segnali di recupero compaiono dopo 3-6 mesi, con miglioramento progressivo fino a 18-24 mesi.
Evidenze scientifiche e risultati attesi
Studi internazionali (Plastic & Reconstructive Surgery, Aesthetic Surgery Journal 2020-2025) riportano:
- Con neurotizzazione preventiva: rischio di perdita permanente < 2% (vs 10-15% tradizionale)
- Con neurotizzazione ricostruttiva: recupero parziale/completo della sensibilità erogena nel 70-90% dei casi
- Miglioramento misurabile con test Semmes-Weinstein e questionari sulla soddisfazione sessuale (FSFI)
Vantaggi e limiti della neurotizzazione
Vantaggi: preservazione della funzione erotica, maggiore soddisfazione globale, risultati più “naturali” al tatto. Limiti: richiede chirurgo esperto in microchirurgia, lieve aumento del tempo operatorio, costo aggiuntivo in caso di ricostruzione, risultati non sempre prevedibili al 100% (dipende dal tempo trascorso dalla lesione).
Casi clinici e testimonianze
Pur nel rispetto della privacy, possiamo riferire casi generici osservati in letteratura e nella pratica avanzata: pazienti di 32-45 anni con iposensibilità cronica post-mastoplastica tradizionale che, dopo neurotizzazione ricostruttiva, hanno recuperato oltre l’80% della sensibilità erogena entro 12 mesi, riferendo un ritorno alla piena intimità di coppia. La neurotizzazione rappresenta una vera rivoluzione nella mastoplastica additiva, trasformando un possibile effetto collaterale in un rischio controllabile e, in molti casi, reversibile.



