Anatomia del seno

Il seno femminile rappresenta non solo un organo fondamentale per l’allattamento, ma anche una componente essenziale dell’identità estetica e psicologica della donna. Conoscere in modo approfondito l’anatomia del seno è il primo passo per comprendere come funziona la mastoplastica additiva, l’intervento di aumento del seno più richiesto nella chirurgia estetica moderna. Il seno è un organo pari posizionato sul torace anteriore, tra il terzo e il sesto spazio intercostale, composto principalmente da ghiandola mammaria, tessuto adiposo, cute, fibre di sostegno e dal complesso areola-capezzolo. Poggia sul muscolo grande pettorale ed è separato da esso da uno strato di tessuto adiposo (spazio retromammario). La quantità e la distribuzione del tessuto adiposo determinano gran parte del volume e della forma, mentre la ghiandola mammaria – con i suoi lobi e dotti galattofori – rimane funzionalmente identica indipendentemente dalle dimensioni. Alla Clinica Pallaoro, diretta dal dottor Carlo Pallaoro con oltre 40 anni di esperienza nella chirurgia estetica mammaria, questa conoscenza anatomica dettagliata permette di personalizzare ogni intervento, scegliendo il posizionamento ideale delle protesi mammarie (sottoghiandolare, sottomuscolare o dual plane) per ottenere un risultato naturale, armonioso e duraturo. Comprendere dove e come verrà inserita la protesi aiuta a ridurre ansie, a gestire correttamente le aspettative e a minimizzare i rischi.

Il seno femminile

Il seno occupa una posizione simmetrica ai lati dello sterno, estendendosi dalla seconda alla sesta/settima costa. Una piccola porzione di tessuto mammario, chiamata “coda ascellare di Spence”, si prolunga verso l’ascella. Fino alla pubertà il seno maschile e femminile sono identici; è solo con l’arrivo degli ormoni estrogeni che la mammella femminile si sviluppa, acquisendo volume grazie soprattutto all’accumulo di tessuto adiposo e alla proliferazione della componente ghiandolare.

Componenti anatomiche principali

La cute e il complesso areola-capezzolo

La cute del seno è sottile e ricca di ghiandole sebacee e sudoripare. Al centro si trova l’areola, una zona circolare pigmentata (diametro medio 3-5 cm) che contiene piccole protuberanze (ghiandole di Montgomery). Al suo centro spicca il capezzolo, una struttura conica con 15-20 piccoli orifizi (pori lattiferi) da cui, durante l’allattamento, fuoriesce il latte.

La ghiandola mammaria e i dotti galattofori

La ghiandola mammaria è formata da 15-20 lobi disposti a raggiera, simili a petali di un fiore. Ogni lobo è composto da lobuli più piccoli (acini) che producono latte sotto lo stimolo della prolattina. I dotti galattofori raccolgono il latte e lo convogliano verso il capezzolo.

Il tessuto adiposo e le fibre di sostegno

Il tessuto adiposo rappresenta la componente volumetrica principale e conferisce morbidezza e rotondità al seno. Intorno e dentro la ghiandola corrono le fibre di Cooper, veri e propri “tiranti” che sostengono il seno e ne mantengono la proiezione. Con il passare del tempo o dopo gravidanze e importanti variazioni di peso, queste fibre possono cedere, causando ptosi mammaria (seno cadente).

Il piano muscolare e lo spazio retromammario

Sotto la ghiandola si trova il muscolo grande pettorale, un robusto ventaglio muscolare che origina dallo sterno e si inserisce sull’omero. Tra ghiandola e muscolo esiste uno spazio virtuale ricco di tessuto lasso: è proprio qui che, durante la mastoplastica additiva, viene creata la “tasca” per accogliere la protesi mammaria.

Il seno maschile

Non è funzionale quindi è meno sviluppato di quello femminile. È costituito da un rilievo ridottoo con un capezzolo piccolo. Anche la struttura ghiandolare è limitata e i dotti galattofori sono brevi e privi di vere ramificazioni. Durante l’adolescenza, in ogni caso, può esserci un aumento anche delle dimensioni della mammella maschile (condizione chiamata ginecomastia puberale). Tale aumento è seguito di norma da una regressione in un tempo breve (uno-due anni).